{"id":3829,"date":"2025-02-27T17:06:23","date_gmt":"2025-02-27T16:06:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studioprosdocimo.com\/it\/?p=3829"},"modified":"2025-03-06T17:07:13","modified_gmt":"2025-03-06T16:07:13","slug":"dimissioni-per-fatti-concludenti-come-funziona-la-procedura-e-cosa-deve-verificare-il-datore-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studioprosdocimo.com\/it\/dimissioni-per-fatti-concludenti-come-funziona-la-procedura-e-cosa-deve-verificare-il-datore-di-lavoro\/","title":{"rendered":"Dimissioni per fatti concludenti: come funziona la procedura e cosa deve verificare il datore di lavoro"},"content":{"rendered":"\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">L<span class=\"v1gmail_default\">&#8216;is<\/span>tituto delle dimissioni per fatti concludenti, introdotto dal Collegato Lavoro, prevede una specifica procedura che il datore di lavoro \u00e8 tenuto a seguire per procedere al licenziamento del lavoratore, che si assenta senza giustificato motivo, senza dover pagare il contributo di ingresso alla NASpI. Quali sono? Innanzitutto, occorre verificare quanti giorni debbono passare per il CCNL applicato affinch\u00e9 l&#8217;assenza del lavoratore che non ha fatto pervenire alcuna comunicazione, possa ritenersi ingiustificata. Nella procedura si riscontrano tuttavia delle criticit\u00e0. Ad esempio, cosa succede se un CCNL non dovesse prevedere nulla sulle assenze ingiustificate?<\/span>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Molto si \u00e8 scritto e detto sulle\u00a0dimissioni per fatti concludenti\u00a0che, per come sono state definite dal Legislatore, sono qualcosa di molto diverso rispetto a quelle che, per il periodo in cui sono rimaste in vigore, furono stabilite dall&#8217;art. 4 della legge n. 92\/2012.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">L&#8217;obiettivo che mi pongo con questa breve riflessione \u00e8 quello di focalizzare l&#8217;attenzione di chi legge, sui punti della procedura e, soprattutto, su quelli pi\u00f9 controversi, quali risultano dall&#8217;art. 11 della legge n. 203\/2024 (Collegato Lavoro).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ma, andiamo con ordine.<\/span><\/div>\n<h2><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif; font-size: large;\"><u><i>Dimissioni per fatti concludenti nel Collegato Lavoro<\/i><\/u><\/span><\/h2>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La disposizione si inserisce come comma aggiuntivo (7-bis) dopo il comma 7 dell&#8217;art. 26 del D.L.vo n. 151\/2015 che tratta, con un rinvio al D.M. applicativo, le modalit\u00e0 telematiche da seguire alle quali sono tenuti i lavoratori in caso di dimissioni dal posto di lavoro: procedura dalla quale, a seguito di precisi chiarimenti amministrativi, sono esclusi i soggetti che si trovano a fruire della tutela della maternit\u00e0 e del congedo di paternit\u00e0, quelli che presentano le dimissioni entro i tre anni dalla nascita del bambino (perch\u00e9 le debbono confermare davanti ad un funzionario dell&#8217;ITL, i dipendenti che sottoscrivono un accordo di risoluzione consensuale ex art. 7 della legge n. 604\/1966 e, infine, quelli che sottoscrivono risoluzioni consensuali o ratificano le dimissioni davanti ad uno degli organismi abilitati ex art. 410 e 411 cpc (ad esempio, commissione di conciliazione presso l&#8217;ITL, commissioni di certificazione presso i vari Enti ed organismi abilitati, ecc.).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La norma era, senz&#8217;altro, attesa da molte imprese e dai professionisti che le assistono, in quanto mal sopportavano di dover pagare il\u00a0<strong>contributo di ingresso alla NASpI<\/strong>, propedeutico per la fruizione del trattamento di disoccupazione, al termine della procedura di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, in favore o di un\u00a0<strong>lavoratore<\/strong>\u00a0che si era\u00a0<strong>allontanato dall&#8217;azienda senza aver formalizzato le proprie dimissioni\u00a0<\/strong>nell&#8217;unica modalit\u00e0 prevista dalla norma, come confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 27331\/2023.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Va, da subito, chiarito che la procedura di licenziamento e quella per fatti concludenti sono alternative, nel senso che il datore pu\u00f2 ben scegliere la prima strada (che non \u00e8 stata, affatto, cancellata) seguendo, una volta accertato il decorso temporale previsto dal CCNL secondo il quale una assenza pu\u00f2 ritenersi ingiustificata, l&#8217;iter previsto dall&#8217;art. 7 della legge n. 300\/1970 e dal contratto collettivo applicato (contestazione, diritto a difesa, rispetto dei termini e provvedimento di risoluzione del rapporto) pagando, oltre alle competenze di fine rapporto, il contributo di ingresso alla NASpI che, alla luce dei valori dell&#8217;anno in corso, per una anzianit\u00e0 aziendale uguale o superiore a tre anni \u00e8 di 1922,25 euro.<\/span><\/div>\n<h2><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif; font-size: large;\"><i><u>Come funziona la nuova procedura<\/u><\/i><\/span><\/h2>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ma, se un datore di lavoro intende utilizzare la procedura delle dimissioni per fatti concludenti, quali passaggi deve compiere?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Deve, innanzitutto,\u00a0<strong>verificare quanti giorni<\/strong>\u00a0debbono passare per il\u00a0<strong>CCNL applicato<span class=\"v1gmail_default\">\u00a0<\/span><\/strong>affinch\u00e8 l&#8217;<strong>assenza del lavoratore\u00a0<\/strong>che non ha fatto pervenire alcuna comunicazione, possa ritenersi\u00a0<strong>ingiustificata<\/strong>. Il numero dei giorni non \u00e8 uguale nei vari contratti collettivi: ad esempio, il CCNL dei metalmeccanici del settore industria stabilisce che si possa parlare di assenza ingiustificata se per quattro giorni lavorativi il dipendente non ha fornito alcuna comunicazione, quello del commercio parla di tre. I contratti collettivi, giustamente, fanno riferimento a giornate lavorative, atteso che, in mancanza di specificazioni, l&#8217;art. 155 cpc afferma che i giorni si calcolino secondo il calendario comune. L&#8217;assenza ingiustificata protratta per giorni \u00e8 nei contratti collettivi lo strumento per attivare la procedura di licenziamento alla quale ho fatto cenno pocanzi: ebbene, il Legislatore afferma che il datore deve riferirsi alla sua durata anche per attivare la procedura delle dimissioni di fatto.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ovviamente, \u00e8 appena il caso di precisare che per\u00a0<strong>assenza ingiustificata<\/strong>\u00a0si intende quella per la quale\u00a0<strong>non \u00e8 pervenuta alcuna comunicazione giustificativa<\/strong>\u00a0e non quella in cui la giustificazione \u00e8 giunta ma il datore di lavoro non la ritiene valida (in tal caso va, necessariamente, aperta una procedura disciplinare con tutte le garanzie previste dalle norme).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ma cosa succede se un CCNL non dovesse prevedere nulla sulle assenze ingiustificate?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Il datore di lavoro si deve riferire a ci\u00f2 che stabilisce l&#8217;art. 19: l&#8217;<strong>assenza dal lavoro<\/strong>, senza alcuna comunicazione, \u00e8 ritenuta\u00a0<strong>ingiustificata<\/strong>,\u00a0<strong>trascorsi quindici giorni<\/strong>: quindi dal sedicesimo. In assenza di altra specificazione, in tal caso le giornate vanno calcolate secondo calendario come afferma l&#8217;art. 155 cpc.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La procedura per fatti concludenti si pu\u00f2 applicare anche ai lavoratori assenti senza alcuna giustificazione da prima del 12 gennaio 2025, data di entrata in vigore della norma, atteso che non risultano impedimenti normativi.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Il datore di lavoro \u00e8 tenuto a comunicare qualcosa al lavoratore che ritiene assente ingiustificato?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La norma legale (a differenza del vecchio iter previsto dalla legge n. 92\/2012) non lo prevede, pur se una comunicazione all&#8217;ultimo domicilio conosciuto, circa il superamento del limite che ha portato alle dimissioni per fatti concludenti, potrebbe essere effettuata anche per &#8220;coprirsi&#8221; da eventuali, future, azioni in altra sede.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Con il successivo passaggio procedurale il datore di lavoro deve\u00a0<strong>comunicare<span class=\"v1gmail_default\">\u00a0<\/span><\/strong>(possibilmente per PEC) all&#8217;<strong>Ispettorato del Lavoro<\/strong>\u00a0(la competenza si individua in base al luogo ove si \u00e8 svolta l&#8217;attivit\u00e0 del lavoratore) che si \u00e8 proceduto a ritenere il lavoratore dimissionario per fatti concludenti: a tal proposito, con la nota n. 579 del 22 gennaio 2025, l&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito un\u00a0<strong>facsimile di modello<\/strong>\u00a0nel quale sono riportati i dati identificativi relativi al datore, al lavoratore, l&#8217;ultimo recapito conosciuto, il telefono e la mail ed ogni altro elemento utile, se in possesso del datore, ed il CCNL applicato.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La\u00a0<strong>verifica dell&#8217;Ispettorato<\/strong>\u00a0non \u00e8 obbligatoria ma\u00a0<strong>facoltativa<\/strong>: la nota n. 579 afferma che se intende effettuarla, inserendola nella gravosa programmazione degli interventi settimanali, la conclusione deve avvenire entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione datoriale. L&#8217;accertamento pu\u00f2 avere tre esiti:<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">a) il lavoratore non \u00e8 stato trovato;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">b) il lavoratore, pur essendo stato trovato, ha, nella sostanza, confermato il proprio comportamento;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">c) il lavoratore ha prodotto elementi che fanno ritenere che l&#8217;<strong>assenza ingiustificata\u00a0<\/strong>sia dovuta a\u00a0<strong>causa di forza maggiore<\/strong>\u00a0(ad esempio, lavoratore all&#8217;estero che, per fatti avvenuti nel proprio Paese, non \u00e8 stato in grado di comunicare) o ad una responsabilit\u00e0 datoriale (ad esempio, il datore gli ha detto di stare a casa e di &#8220;non farsi vedere pi\u00f9&#8221;, cosa possibile in alcune piccolissime realt\u00e0, tale da configurare un &#8220;licenziamento orale&#8221;).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ricorrendo tale ultima ipotesi, l&#8217;ispettore comunica alle parti la inefficacia delle &#8220;dimissioni per fatti concludenti&#8221;.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">E, cosa succede in questo caso?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">L&#8217;Ispettorato del Lavoro non ha il potere di ricostituire il rapporto di lavoro e tale potere non \u00e8 stato, per nulla, assegnato dal Legislatore nel momento in cui ha varato la disposizione con gli accertamenti, peraltro facoltativi. Il lavoratore avr\u00e0 in mano un accertamento dell&#8217;ispettore da far valere come\u00a0<strong>prova in un eventuale giudizio<\/strong>: strada ripida il cui traguardo appare lontano per chi ha bisogno di lavorare. Ovviamente, in caso di licenziamento orale, per definizione legale &#8220;nullo&#8221;, una sentenza che lo riconoscesse come tale potrebbe coprire tutto il periodo in cui il lavoratore non ha potuto svolgere le prestazioni.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Stando cos\u00ec le cose, l&#8217;ispettore potrebbe consigliare all&#8217;interessato il\u00a0<strong>ricorso<\/strong>\u00a0<strong>a forme conciliative attivabili<\/strong>\u00a0anche attraverso l&#8217;Ufficio, ma di ci\u00f2 nella\u00a0nota n. 579<span class=\"v1gmail_default\">\u00a0<\/span>dell&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro non c&#8217;\u00e8 traccia.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Tornando agli adempimenti a carico del datore di lavoro, occorre ricordare che \u00e8 necessario\u00a0<strong>comunicare<\/strong>\u00a0ai\u00a0<strong>servizi per l&#8217;impiego<\/strong>\u00a0le\u00a0<strong>dimissioni per fatti concludenti<\/strong>cosa che deve essere fatta (pena una sanzione amministrativa, diffidabile, compresa tra 100 e 500 euro)\u00a0<strong>entro i 5 giorni<\/strong>\u00a0successivi alla constatazione delle stesse (quindi, la data della comunicazione inviata all&#8217;Ispettorato territoriale del Lavoro).<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Ma, cosa comportano le dimissioni per fatti concludenti?<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Il datore\u00a0<strong>non pagher\u00e0 pi\u00f9<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>ticket di ingresso alla NASpI<\/strong>\u00a0e potr\u00e0 trattenere, all&#8217;atto della erogazione delle competenze di fine rapporto, l&#8217;indennit\u00e0 di mancato preavviso se, appunto, non dovesse risultare lavorato.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Il lavoratore, essendo dimissionario e non licenziato non potr\u00e0 fruire del trattamento di NASpI, essendo, quest&#8217;ultimo destinato a chi ha perso involontariamente il lavoro.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">In tale ottica, va poi visto il comma 171 dell&#8217;art. 1 della legge n. 207\/2024 con il quale il Legislatore non consente ad un lavoratore dimissionario per fatti concludenti di fruire della indennit\u00e0 di disoccupazione attraverso un &#8220;piccolo stratagemma&#8221;.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Con tale disposizione \u00e8 intervenuto sui requisiti necessari per la fruizione della NASpI ed ha previsto al nuovo comma c-bis inserito nell&#8217;art. 3 del D.L.vo n. 22\/2015, che in caso di reimpiego di un lavoratore dimissionario &#8220;di fatto&#8221; con successivo licenziamento, il requisito delle tredici settimane di versamenti contributivi, necessario per la richiesta del trattamento, deve essere maturato durante il nuovo rapporto di lavoro, a differenza della regola generale ove si fa riferimento al quadriennio precedente la richiesta di NASpI. Si \u00e8 voluto, con tale norma, punire chi, dopo le dimissioni per fatti concludenti (che non portano alla fruizione del trattamento), viene assunto da un datore di lavoro &#8220;compiacente&#8221; e licenziato pochi giorni dopo, magari al termine del periodo di prova.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Indubbiamente, i fenomeni elusivi vanno combattuti ma con tale novit\u00e0 rischiano di essere puniti lavoratori che, pur avendo risolto il proprio rapporto fornendo le proprie dimissioni in maniera &#8220;non ortodossa&#8221;, sono stati &#8220;sfortunati&#8221; nella nuova esperienza lavorativa ove il nuovo imprenditore ha proceduto alla risoluzione del rapporto prima della maturazione del requisito minimo delle tredici settimane di versamenti contributivi.<\/span><\/div>\n<h2><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif; font-size: large;\"><i><u>Riconoscimento della NASpI<\/u><\/i><\/span><\/h2>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Per completezza di informazione ricordo, infine, che:<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">a) la NASpI \u00e8 riconosciuta ai lavoratori che abbiano\u00a0<strong>perduto involontariamente<\/strong>\u00a0la propria\u00a0<strong>occupazione<\/strong>;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">b) siano in\u00a0<strong>stato di disoccupazione<\/strong>;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">c) possano far valere nei quattro anni antecedenti l&#8217;inizio del periodo di disoccupazione,\u00a0<strong>almeno tredici settimane di contribuzione\u00a0<\/strong>(con l&#8217;eccezione di quanto, ora, previsto dal comma 171 dell&#8217;art. 1 della legge n. 207\/2024.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">La NASpI \u00e8 riconosciuta anche ai lavoratori dimissionari per giusta causa o a quelli che, avanti alla commissione di conciliazione istituita presso l&#8217;ITL, hanno risolto consensualmente il rapporto, ai sensi dell&#8217;art. 7 della legge n. 604\/1966, come modificato dall&#8217;art. 1, comma 40, della legge n. 92\/2012.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Per la quantificazione degli importi \u00e8 l&#8217;art. 4 del D.L.vo n. 22\/2015 a dettare le regole e le limitazioni: quella &#8220;base&#8221; la si rinviene nel comma 1 ove si afferma che la NASpI \u00e8 &#8220;rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, divisa per il numero delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33&#8221;, mentre le limitazioni sono elencate nei successivi tre commi.\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Sono, infine,\u00a0<strong>esclusi<\/strong>\u00a0dal trattamento di NASPI in caso di licenziamento, i\u00a0<strong>lavoratori a tempo indeterminato dipendenti<\/strong>\u00a0dalle\u00a0<strong>Pubbliche Amministrazioni<\/strong>\u00a0(art. 1, comma 2, del D.L.vo n. 165\/2001) e gli\u00a0<strong>operai agricoli<\/strong>\u00a0a tempo indeterminato o determinato che trovano una specifica tutela nelle norme relative al mondo agricolo<span class=\"v1gmail_default\">.<\/span><\/span><\/div>\n<span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\"><br \/><\/span><\/div>\n<div>\n<p><i><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif;\">Rubrica riservata\u00a0<span class=\"v1gmail_default\">ai clienti dello Studio Prosdocimo<\/span>. E&#8217; fatto, pertanto, divieto di riproduzione anche parziale. Diritti legalmente riservati<span class=\"v1gmail_default\">.<\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"color: #000000; font-family: times new roman, serif; font-size: xx-small;\"><span class=\"v1gmail_default\">Fonte\u00a0Ipsoa<\/span><\/span><\/i><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;istituto delle dimissioni per fatti concludenti, introdotto dal Collegato Lavoro, prevede una specifica procedura che il datore di lavoro \u00e8 tenuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1844,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[23],"class_list":["post-3829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-approfondimento"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Dimissioni per fatti 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