Controlli difensivi su email: licenziamento legittimo per conflitto di interessi

La vicenda trae origine dal licenziamento per giusta causa di una dipendente, la quale, in particolare, aveva omesso di comunicare al datore di lavoro che il proprio figlio era stato parte del consiglio di amministrazione di una società fornitrice del datore di lavoro stesso. Il procedimento disciplinare era stato avviato a seguito di un’indagine interna, […]
Controlli difensivi su email: licenziamento legittimo per conflitto di interessi

La vicenda trae origine dal licenziamento per giusta causa di una dipendente, la quale, in particolare, aveva omesso di comunicare al datore di lavoro che il proprio figlio era stato parte del consiglio di amministrazione di una società fornitrice del datore di lavoro stesso. Il procedimento disciplinare era stato avviato a seguito di un’indagine interna, […]
Sottrazione di file aziendali, legittimo il licenziamento in tronco

Il dipendente è responsabile dei file del datore di lavoro conservati sul pc aziendale assegnatogli. Lo smarrimento/eliminazione di tali file può costituire giusta causa di recesso per violazione del dovere di fedeltà e ciò a prescindere se il datore di lavoro abbia subito un danno dall’eliminazione di tali documenti. Così ha statuito la Corte d’appello […]
Accettare denaro dal cliente costituisce una giusta causa di licenziamento?

La sentenza del Tribunale di Modena, 25 settembre 2025, n.885 è relativa a un caso di licenziamento per giusta causa di un lavoratore trasfertista che, durante una missione di lavoro in Turchia, aveva ricevuto dal cliente estero una somma di denaro giornaliera (“pocket money”) senza comunicarlo alla propria azienda. Nel dettaglio, il dipendente era stato […]
Abbandono del posto di lavoro, la prova del licenziamento grava sul lavoratore

Il lavoratore che impugna un licenziamento orale ha l’onere di provare, da un lato, la cessazione del rapporto lavorativo e, dall’altro lato, che la risoluzione sia effettivamente ascrivibile a un atto di volontà datoriale. Ne discende che la mancanza di una prova certa sulla volontà espulsiva del datore di lavoro fa cadere la tesi del […]
Manodopera, con importi sotto le tabelle ministeriali a rischio l’affidabilità dell’offerta

Nei contratti c.d. «labour intensive», ovvero quelli la manodopera è assolutamente prevalente, la determinazione complessiva dei costi inferiore ai livelli economici minimi fissati in sede di contrattazione collettiva per i lavoratori di settore può costituire un «indice di inattendibilità economica» dell’offerta e di lesione della par condicio dei concorrenti. In tale contesto, le tabelle ministeriali […]
Non si può usare il superminimo per garantire l’equivalenza tra contratti

Un superminimo temporaneo non è idoneo a garantire l’equivalenza tra contratti collettivi negli appalti pubblici. Così si è espresso il Tar Emilia-Romagna (sentenza 325/2026) sullo scostamento riguardante le tutele retributive tra il Ccnl indicato dalla stazione appaltante e quello applicato dall’operatore economico affidatario, nonostante quest’ultimo avesse assunto l’impegno di riconoscere superminimi individuali non assorbibili per tutta la […]
Ccnl leader sostituibile solo se c’è un accordo sindacale

A prescindere dall’intervenuta scadenza, il datore di lavoro non può recedere unilateralmente dal Ccnl stipulato dalle organizzazioni sindacali «pacificamente dominanti nel medesimo ambito produttivo» per applicare un altro contratto riconducibile allo stesso settore. La sostituzione del contratto non può avvenire in assenza di un accordo sindacale. Recedendo unilateralmente dal Ccnl “leader” il datore priva le […]